
Io credo che egli approfittò, per venirsene via, di una migrazione di uccelli selvatici.
Il mattino della partenza mise bene in ordine la sua stanza. Che poi era il salotto di casa, intendiamoci... Attaccò fastweb, lascio il computer acceso, ma con lo schermo spento.
Ma, come lui diceva, "Non si sa mai", e mise il foglio antipolvere sulla tastiera.
Tutti quei lavori consueti gli sembravano, quel mattino, estremamente dolci.
Prima di partire si accorse che non aveva più lenti a contatto, "Le prenderò durante il viaggio", disse.
ll piccolo principe si trovava nella regione degli asteroidi 335, 338, 339, 347, 348 e 393. Cominciò a visitarli per cercare qualcosa di meglio da fare che trovarsi un'occupazione o istruirsi.
Il primo asteroide era occupato da sole farmacie. Disse "E' qui che troverò le lenti a contatto", ma tutti i farmacisti gli davano sempre la stessa risposta: "Mi spiace, non abbiamo lenti a contatto... provi dall'ottico". Il piccolo principe sospirò e partì.
"Sono ben strani i grandi", si disse durante il viaggio.
Il secondo pianeta era abitato da un vanitoso.
"Guarda quanto sono bello e bravo e tutto quanto... Mi ammiri?"
"Ti ammiro", disse il piccolo principe, alzando un poco le spalle, "Ma tu che te ne fai?". E il piccolo principe se ne andò.
"Decisamente i grandi sono ben bizzarri" diceva con semplicità a se stesso, durante il suo viaggio.
Il terzo asteroide era abitato da lavoratori assidui. "Non è un pianeta che fa per me" disse, e ripartì subito.
"I grandi sono davvero molto stravaganti", si disse durante il viaggio.
Sul quarto pianeta trovò un ubriacone. Questa visita fu molto breve, ma immerse il piccolo principe in una grande malinconia. "Che cosa fai?", chiese all'ubriacone.
"Bevo", rispose, in tono lugubre, l'ubriacone.
"Perchè bevi?", domandò il piccolo principe.
"Per dimenticare", rispose l'ubriacone.
"Per dimenticare che cosa?".
"Per dimenticare che ho vergogna", confesso' l'ubriacone.
"Vergogna di che?", insistette il piccolo principe che desiderava soccorrerlo.
"Vergogna di bere!", e l'ubriacone si chiuse in un silenzio definitivo.
"Ma sei SCEMO?!?!???!!?!?", disse il piccolo principe... e se ne andò perplesso.
"I grandi, decisamente, sono molto, molto bizzarri", si disse durante il viaggio.
Il quinto asteroide rallegrò il piccolo principe, perchè era abitato da una persona gentile, tenera e dolce. Parlò ore con questa persona e ancora lo farebbe se solo potesse tornare su quell'asteroide, ma dopo 42 tramonti il tempo finì, e il piccolo principe dovette andare.
"I grandi sono proprio straordinari", si disse semplicemente durante il viaggio.
Il sesto pianeta, in realtà, non esisteva. Era troppo piccolo e il piccolo principe non poteva neanche fermarcisi. Lo saltò a piè pari. "Vabbè" disse il piccolo principe durante il viaggio.
Il settimo pianeta era la Terra...