Ex Director

gnagnagna... non mi banni... :Pchandlerbing

Screenwriter

pappappero... non banni neanche me... :Pdottorcere

Ex Journalist

nunununu, manco me... ah-ah-ah :PCrispolto

Audience

A stagione conclusa si contano ancora *loading* spettatori; naturalmente, tutti ubriachi.

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The Bings

Closed

Don't Want Anymore!

- La katana de La Sposa di Kill Bill
- Giocare a SCCT, e finirlo prima del dottorcere (ho rinunciato é_è)
- Il PowerBook 15" (odddioooooo!!!)
- Una bacinella abbastanza capiente
- La maglia rossa di Nedved (*_*)
- Il DVD "Mi Chiamo Sam"
- Imparare a stirare
- Il Dondy arancione o verde scuro
- Un esposimetro
- Provare a giocare a golf
- Delle gelatine colorate
- Il DVD "The Good Girl"
- Stativi
- Il DVD "Ricomincio Da Capo"
- Un set di luci da 1000 watt
- Splinter Cell Double Agent
- La 3° Stagione di Futurama in DVD

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giovedì, 12 gennaio 2006

L'Arzigogolo

Questo problema apparentemente semplice nasconde una serie di ragionamenti contorti, e per la sua difficoltà e complessità si può dire che è un vero arzigogolo.

Il signor Rossi (che per comodità chiameremo William) si trova in ufficio.
Assieme a lui ci sono il suo capo, Bruce, ed un collega esterno, Enrico.
In una delle tante pause che ogni tanto William si prende, decide di farsi un caffè alla macchinetta dell'ufficio. Educatamente chiede ai due colleghi se vogliono il caffè.
Bruce risponde "Si, grazie.", mentre Enrico risponde "Si, ma me lo faccio io."

Ora, se voi foste stati nei panni di William, che avreste fatto?

Pensate che:
- Se William rispondesse "D'accordo, fattelo!", Bruce (che ricordiamo è il suo capo) potrebbe redarguirlo per il gesto scortese, che si porterà dietro a vita.
- Enrico è molto umile e semplice, totalmente privo di presunzione. Per questo vuole farsi il caffè, perchè non vuole essere servito.
- A questo proposito, se William gli rispondesse in tono ironico "Ma no, dai, cosa cavolo te lo fai te? Son qua io, lo faccio io.", Enrico si sentirebbe in imbarazzo.
- Sicuramente, William non si mette a fare il caffè per uno e non per l'altro.
- Purtroppo, tutte le vie d'uscita sono bloccate, quindi William NON può scappare agitando le mani in aria ed urlando a squarciagola.
- William vorrebbe non aver mai chiesto ai due se volevano un caffè.

Soluzioni nel prossimo numero.

martedì, 13 dicembre 2005

How a gum can ruin your life

Quando I BING sono in stazione ad aspettare il treno, è normale per I BING cominciare a pensare a quale atteggiamento ostentare per catturare l'attenzione della ragazza che sta a 10 metri di distanza, e che probabilmente salirà sullo stesso treno dei BING in questione.
Tanto il treno c'ha 50 minuti di ritardo, quindi di tempo da perdere ce n'è abbastanza.

...sono chiuso nel cubicolo della banca con Jill Goodacre...Allora, pensa bene a cosa fare; certo non è come stare chiusi nel cubicolo di una banca con Jill Goodacre: li' ti metteresti a fare un palloncino con il chewingum, per mostrare il tuo fascino infantile, stando ben attento a non strozzarti.
Pensa, pensa! Cosa potresti fare? Il deficiente? No, questo non la aggraderebbe minimamente.
Però, aspetta un attimo. Tu le gomme le hai, e potresti offrirgliene una. Quando arriva il treno, la segui, ti infili nel suo scompartimento, con calma ti  metti a tuo agio, e poi le offri la gomma. Una volta che hai rotto il ghiaccio, cacchio hai le parole crociate, potresti chiederle se ha voglia di darti una mano, visto che te sei un imbranato. Sì, dai, potrebbe funzionare; devi solo convincerti e tirare fuori... il coraggio.

La scena potrebbe risultare questa:

Arriva il treno, la segui fino allo scompartimento scelto, posi la borsa, togli la giacca, la sciarpa. Ti siedi.
Prendi repentinamente le gomme da masticare dalla tasca, ne porti una alla bocca e...

BING: Posso offrirtene una?
MISS ICS: Grazie, volentieri.
BING: Figurati. Col freddo che fà ci vorrebbe una cioccolata calda, altro che Daygum.
MISS ICS: Eheheh.
BING: ....
MISS ICS: ....
BING: Ehm... ti va di aiutarmi a far le parole crociate?
MISS ICS: ....
BING: Se ne hai voglia, naturalmente...
MISS ICS: Perchè no...
BING: XD
MISS ICS: BLABLA
BING: BLABLA
MISS ICS: BLABLA

Massì, dai chettefrega. Abbi fegato. Buttati.
E allora mi butto.

Arriva il treno, la seguo fino allo scompartimento scelto, poso la borsa, tolgo la giacca, la sciarpa. Mi siedo.
Prendo repentinamente le gomme da masticare dalla tasca, ne porto una alla bocca e...
BING: Posso offrirtene una?
MISS ICS: No, grazie...
BING: Ma baffangulo!!!!!

mercoledì, 30 novembre 2005

Sì, allungate le mani

Monichetta, Monicuccia...Così Francesco Alberoni riesce a farci pubblicità filosofeggiando sul senso del tatto come solo lui sa fare.
L'articolo che riporto qui di seguito (e che non ha niente a che vedere con il nostro blog, ma cacchio, se Alberoni dice di allungare le mani, perchè non postarlo...) è stato scritto sul mensile CLASS POCKET di Novembre, uscito martedi 29 novembre in allegato con "Il Secolo XIX".
E devo dire che è un gran bel giornaletto, con tanti bei articoletti, tipo "L'importanza della manicure", "Così nacse la città-stadio" (si parla di Brescia), "A coda o hi-tech, purchè sia pianoforte", "I sessantottini stupidi sono il male, quelli furbi l'élite", e correlato di un mucchio di foterelle bellebelle, soprattutto di Monica Bellucci che si è prestata come modella per le foto sui 5 sensi dell'Eros.

Si, Allungate le Mani
Perchè innamorarsi è desiderare di sfiorarsi (di Francesco Alberoni)

La donna giusta è quella con cui stai bene. Anche al tatto. Con cui fai l'amore bene, con cui ridi, con cui ti diverti, con cui passi il tempo, con cui ti confidi, con cui ti senti felice. La donna giusta è quella che, finchè si decide di stare insieme, non ti pianta nei guai se sei in difficoltà.
Riconoscerla però è difficile. Prima di tutto perché credo che non esista una vera relazione amorosa duratura, se prima non ci si innamora. Sì, la donna giusta è quella di cui ci si innamora. La relazione amorosa non è né dominio dell’altro, come credeva Jean Paul Sartre, né desidero di desiderio, come pensava Denis de Rougemont, né sfida al rivale, come scrive Renè Girard.
L’innamoramento non è nemmeno l’infatuazione, che in realtà è un legame debole ed effimero. L’innamoramento è il mezzo con cui la natura costruisce la società, dunque si può riconoscere da 5 elmenti.
Prima di tutto all’occhio e al tatto, dall’intera percezione dei gesti, dal movimento delle braccia, delle mani, del corpo. Quando si incontra una donna affascinante, vuoi toccarla, riconoscerla, sentirla. Poi sei improvvisamente interessato alla sua vita. Vuoi sapere chi era prima che tu la conoscessi. E ti senti geloso, perché sai che sei un ultimo. Ti senti un ladro nella casa dell’amore, come diceva Anais Nin.
Il passo successivo è che hai desiderio di rivivere la sua vita, di vedere e sentire il mondo come l’ha visto lei, di provare le stesse esperienze. E anche lei vuole farlo, perché la reciprocità in amore è fondamentale, perché quella persona insieme a te costituisce l’ordine del cosmo. È qui che si arriva alla fusione dell’innamoramento, che non è soltanto tra i due innamorati, ma tra loro e il cosmo. Gli innamorati, infatti, assieme vedono il volto positivo dell’essere: per questo l’innamoramento è per certi versi un’esperienza sacra.
Un'esperienza che diventa reale, un rapporto che si svolge nel tempo e nell'azione, dove ciascuno vuole realizzare se stesso e rendere felice l'altro.

mercoledì, 16 novembre 2005

Who's David Caruso?

Quante volte avrò visto Rambo?
Quante volte avro visto quelle scene nella foresta?
Quante volte avrò sentito quelle frasi maestose?

e stasera mi accorgo che Mitch, uno dei poliziotti che dà la caccia a Rambo, non è altri che costui.

  ...da giovane -->   

Potevo ucciderli tutti, potevo uccidere anche te.
In città sei tu la legge, qui sono io.
Lasciami perdere. Lasciami stare o scateno una guerra che non te la sogni neppure.
Lasciami stare... lasciami stare...

giovedì, 20 ottobre 2005

Harold Pinter, Nobel "contro"

Harold PinterIl premio Nobel per la Letteratura 2005 è andato al commediografo britannico Harold Pinter, considerato il maggiore autore di teatro contemporaneo del Regno Unito. Nato nel 1930, Pinter si è imposto all'attenzione mondiale con testi oscuri e surreali dedicati all'ipocrisia della società e ai rapporti distorti tra le persone, come "Il compleanno" e "Il calapranzi". Ma non solo; suoi sono anche: "Una serata fuori", "La stanza", "Il guardiano", "Il ritorno a casa".

La motivazione da parte dell'Accademia di Svezia è stata «Pinter rivela il baratro che si nasconde sotto le chiacchiere di tutti i giorni e si fa strada nelle stanze più segrete dell'oppressione». Uomini di teatro di diverse generazioni e di diverse tendenze estetiche hanno avuto a che fare con i suoi testi. Vuol dire che il linguaggio di un autore come Pinter sembra fatto apposta per mettere d'accordo un po' tutti, nel pur spinoso teatro italiano da anni ormai tormentato da inconciliabili divisioni.1 Il Pinter di oggi, dopo aver combattuto il cancro, dichiara con qualche civetteria di non poter più scrivere per il teatro, di avere ormai detto tutto, perché ora è la realtà della politica, lo smascheramento delle bugie dei potenti a interessarlo.2 Con l'assegnazione del Premio al drammaturgo pacifista inglese, l'Accademia di Svezia conferma la sua scelta a favore dell'arte «politicamente impegnata».3

"Sopraffatto". Questo il termine che Harold Pinter ha scelto per descrivere la sensazione provata quando ha appreso del conferimento del premio Nobel per la letteratura. "Non potevo immaginarlo - ha detto il commediografo raggiunto nella sua casa di Londra da un corrispondente di una radio svedese - Non ho avuto il tempo di pensarci, sono molto commosso e meravigliato". "Abbiamo bevuto un bicchiere di champagne - ha raccontato - e probabilmente me ne farò un altro".

Che dire ancora... beh, accennare al fatto che il sottoscritto chandlerbing ed il "mai sazio" (di cinema, è ovvio, non fraintendete) dottorcere stanno pensando da qualche tempo di mettere sul piccolo schermo una delle sue più grandi commedie drammatiche (Il Calapranzi; ndW), è perlopiù il minimo.
Concludo pubblicando una parte del discorso pronunciato da Pinter nel 2002:
"All’inizio di quest’anno ho avuto un delicato intervento. L’operazione e le sue conseguenze sono state come un incubo. Mi sentivo come una persona che non sappia nuotare mentre si dibatte sott’acqua in un oceano profondo, scuro ed infinito. Ma non sono annegato e sono felice di essere vivo."

1: fonte ANSA.it
2: fonte L'unità.it
3: fonte Panorama.it