Io credo che egli approfittò, per venirsene via, di una migrazione di uccelli selvatici.GIORNATA 22 - GIRONE A
(giocata lunedì 08/05)
TABELLINO
|
RED SOX
(1-0-5) |
4 - 7
|
VIRTUAL STRIKER
(3-2-1)
|
||||
| 1 |
Cere |
6 |
6 |
Barbapapà
|
1 |
|
| 6 |
Federico |
6 |
6 | Ruotolo |
2 |
|
| 3 |
Davide R. |
6,5 |
6,5 |
Cavalloni
|
3 |
|
| 8 |
Mario |
5,5 |
6,5 | Ponzi |
4 |
|
| 23 |
Daniele |
6 |
6 |
Germano
|
5 |
|
| 4 |
Giannini | 6 |
6,5
|
Pastine
|
6 |
|
| 9 |
Pablo |
5,5 |
6 |
Simenon
|
7 |
|
|
|
|
|||||
|
69 |
Sanfilippo |
5 |
|
|
||
|
ARBITRO: Parodi Luigi di La Spezia - 6 |
||||||
|
MARCATORI: 3' Germano; 6' Pastine; 10' Simenon; 12' Germano; 30', 35' Davide R.; 36' Ponzi; 39' Sanfilippo; 42' Daniele; 45', 48' Simenon;
|
||||||
STAGLIENO - E finisce il campionato provinciale a 7 con un botto tremendo. Un botto in terra, preso perchè erano tutti ubriachi. Erano, adesso, che esagerazione. ERANO! William mica giocava. Quel bravo ragazzo che se n'è andato a vedere i compagni totalmente sobrio, e a filmarli pure. Comunque, la partita è già persa quando siamo negli spogliatoi, perchè la squadra parla di Moggi Giraudo e Bettega ma assolutamente non si rende conto che la fascia da capitano è andata a finire sul braccio del Portiere. Infatti Cere non si ricorda assolutamente come si fa il capitano e William gli deve spiegare tutto, cioè una cosa: basta che dici all'arbitro i cambi e sei a posto. Ma Cere, in quel momento stava bevendo la quinta birra, e quindi, come da prassi, dava più ascolto al signor Moretti. Ma non c'era solo birra per una volta, in quello spogliatoio alcolico. Si è aggiunto infatti, di lì a poco, una bottiglia di RUM FINITA e una bottiglia di COCA PIENA. Dicono di aver bevuto rum e coca, mah...
Nello spogliatoio si fa festa, allora. Ma perchè, vi chiederete. Sisi, vi ci vedo tutti a chiedervi "Ma perchè? Chissà perchè? Siam PROPRIO curiosi... Dai Crispolto (pronunciando proprio Crispolto), ma perchè si faceva festa?". E io vi rispondo: perchè erano già matematicamente QUINTI, dato che i Circonvallao avevano perso la domenica precedente e quindi NON li avevano superati. Allora si poteva anche perdere, massì UBBBRIACHIAMOCI!!!! Detto fatto, ci hanno dato dentro i ragazzi, e William si è presentato con 16 birre in lattina, tutto per fare come Stone Cold, ma alla fine lui e Cere hanno rinunciato.
Si è ben pensato (quella gran testa di un Portierone) di portare anche la camera digitale, per immolare i presenti e acculturare i posteri. Questo video non si sa che fine farà, ma di certo TXmm...hsh...KOlspO...sdd...uccis...EfjfSDS...mk... molto vicino. Detto questo ho detto tutto.
Potrei aggiungere anche che domenica si gioca la prima partita dei play-off (che se cliccate qui vedete come sono suddivisi), che vede i Red Sox confrontarsi contro la Compagnia delle Indie e gli Old Fat Boys, in un girone a tre con scontri diretti. Chi arriva primo passa agli ottavi e vince una caramella gommosa gusto Ceres. William ci metterà l'anima. E anche Cere. [Crispolto Perosopo]
DURATA PARTITA: 50' + 4' (2' e 2');
NOTE: nessuna in particolare;
AMMONITI: Giannini (RS), Ponzi (VS);
SPETTATORI: c'era William che filmava, una signora sulla quarantina, un ragazzo che tifava Virtual Striker e un altro tizio;
INCASSO: birra a volontà + pizza + birra a volontà;
POSTILLE PERSONALI
Cere: poco lucido su alcune uscite, forse doveva bere di meno... o di più, non so mai come funziona per lui...;
Federico: fa l'attaccante e non è buono, tira le punizioni peggio di William;
Davide R.: da ubriaco corre e TIRA! Incredibili goals;
Mario: non fa una fuffa, come al solito;
Daniele: bravo a restare sobrio;
Giannini: mah, non sa manco palleggiare nè dire dei commenti finali davanti alla telecamera;
Sanfilippo: svogliato, beve poco e fa meno in campo;
Pablo: l'unico che ci teneva a vincere, si scusa con la squadra per aver bevut... giocato male;
ARBITRO: ligio alle regole, non vuole William in panchina e lo caccia in tribuna. Così nessuno gli offre da bere;
INTERVISTE
Giannini: "Cere, facciamo a metà con quel cannolo alla crema da 2 chili?";
Cere: "Gianni, ti adoro...";
William: "Nulla da dichiarare, la squadra ha fatto del suo... ronf...";
Ragazzo che tifava Virtual Striker: "Dobbiamo tenere d'occhio il 3, che magari, nella prossima campagna acquisti può tornarci utile.";


A Cere non fa PROPRIO impazzire... de gustibus.

Beh? Che accade? Cos'è questo periodo di magra? Non avete più voglia di girar per blog?
Vabbè, per sopperire a ciò vi racconto un sogno bellobello fatto di recente.
Allora, io sono una specie di boss della malavita, temuto da tutti, e per quanto ne sò sono a bordo di una macchina, in piedi, fuori dal tettuccio (ero fermo ma mi muovevo, quindi o ero in macchina o stavo volando).
Mi trovavo in un cantiere edile pieno di terra e sabbia, molto simile ai cantieri visti e rivisti in Max Payne (chi lo conosce ha già in mente la scena ;o)) ed avevo in mano un mini-mitra - non son sicuro se fosse un leggero UZI oppure un devastante SKG; sta di fatto che con 'sto mitra ammazzavo un mucchio di gente che mi stava attorno e che, probabilmente, era disarmata.
Ma, si sa, gli spari attirano i polizziotti e alla vista delle lampeggianti sirene (notare, alla vista, non all'udito - anche perchè "all'udito delle lampeggianti sirene" è proprio una frase del cazzo) mi accuccio nella macchina (son sicuro, era una macchina) e mi accomodo sul sedile dietro.
Noto quindi che davanti siedono due persone: guardie del corpo, oso pensare.
Visto che gli sbirri stavano arrivando, mi accingo a nascondere l'arma in un posto sicuro ed introvabile: il portaoggetti della portiera...
Arrivano quindi i pulotti, ed io calmo e tranquillo attendo le loro mosse (tanto mica mi possono arrestare, il sogno è mio e decido io se mi prendono oppure no); infatti mi arrestano, con l'accusa di detenzione di arma da fuoco (e non omicidio plurimo/strage/carneficina... vabbè). Mi tirano fuori dalla macchina e mi prendono le impronte, ma da buoni SIESAI, non usano il volgare inchiostro ma le gelatine che usano i direttori della fotografia per creare gochi di luci colorate.
Dopodichè mi sbattono in cella: una lussuosa spiaggetta con tanto di mare incluso (poco però), ove mi accascio, sconsolato, perchè sò che ci passerò il resto della mia vita.
Infine mi sveglio.
ZFINE, ZI ZI.
ma ieri ho deciso di andarci, avevo delle cose da fare, e mi sono buttato sul primo treno che fermasse lì (qualsiasi). Insomma, arrivo, scendo, e m'incammino per quel che dovevo fare.
Ci siete mai stati a Spezia? Dovreste visitarla, almeno una volta, perchè è una città bellissima e poi si fanno degli incontri molto, molto, molto "caldi"...
Attraverso una porta, e lei è là. Mi prende alla sprovvista, cioè io ho appena fatto colazione, in treno ho dormito e ho di sicuro dei capelli spaventosi, ma non pensavo di trovarmi lei davanti, anzi, non pensavo di trovarmi UNA LEI davanti.
Non è che sono entrato in un negozio di intimo in Corso Buenos Aires, lì si che mi aspetterei di vedere una bella ragazza, che pure mi sorride.
Già, perchè mi sorride appena entro, si avvicina, sembra che mi stesse aspettando. Io manco ci provo a fare lo scemo, so bene che le mie possibilità di successo con lei sono inversamente proporzionali al debito pubblico italiano.
Ma qualcosa mi dice che devo aprire bocca, devo dirle qualcosa... e ci presentiamo.
Io continuo a pensare "bene, adesso prende e se ne va", e invece no, prende in mano la situazione ponendomi una domanda, alla quale rispondo affermativamente. Dopodichè è un gioco da ragazzi, la conversazione comincia a prendere piede; lei mi ascolta, ride alle mie ignobili battute, e in men che non si dica io mi ritrovo seduto.
É a quel punto che succede qualcosa di inverosimile: con nonscialans lei avvicina le sue stupende mani al mio viso, e comincia ad sfiorarmi. Poi passa immediatamente ad accarezzarmi i capelli. Io non capisco più nulla, sono in preda al panico - giuro - non me l'aspettavo. Lei però continua, è dolce, delicata, intensa; tutto quello che provavo non mi era mai capitato...
Chiudo gli occhi e assaporo fino in fondo quel massaggio, quell'atto erotico che mi eccita, e che riesce a portarmi in un'altra dimensione. Vorrei con tutto me stesso che quel gesto non finisse mai, ma dura solo pochi minuti.
Allorchè lei mi guarda, mi sorride di nuovo, io mi alzo e ci scambiamo un'ultima occhiata, una di quelle occhiate che ci si scambia quando sai benissimo che l'altra persona non la rivedrai più. É a quel punto che mi accorgo di essere ancora sulla terra.
In effetti dovrei andarci più spesso dal parrucchiere... :o)
sorry, dottorcere
Dunque, ero nella mia beneodiata cittadina di Bonassola (in località Serra, per la precisione) e gironzolavo qua e là, parlando con Martina ed Annalisa. Ero sul ciglio della strada e vedevo i compaesani bonassolesi, sbucati da chissaddove (Serra è a 2-300 metri più in alto del paese e a venir su a piedi ce ne devi aver voglia) che parlavano di me, e vengo a sapere che parlano di me e dell'Annalisa, di me e della Martina, di me e della Martina piccola.
Quel che penso è: "Ma che cavolo ci sto a fare a Serra con tutta 'sta gente?"
Qui finisce il primo tempo del sogno; già perchè il sogno è diviso in due parti, e la seconda parte (così come la miglior sceneggiatura di un film di serie C&W insegna) è moooolto più interessante ed intrigante e curiosa ed affascinante e stimolante della prima.
Il secondo tempo inizia con una sorpresona. Niente più Serra, bensì la scogliera di Bonassola, lato Punta del Carlino. Praticamente sono su un treno le cui rotaie passano tutte intorno alla suddetta scogliera, e probabilmente arrivano fino a Levanto; insomma sono su 'sto treno, tranquillo, e sul mio vagone ci sono le seguenti persone:
Ora, il treno è fermo e noi scendiamo perchè sappiamo che sta per arrivare uno TSUNAMI (argh, proprio quello, un'onda gigantesca). Noi scendiamo e stiamo sugli scogli; si perchè noi siam sicuri sugli scogli, non ci piglia l'onda sugli scogli.
Infatti l'onda non ci piglia (il sogno è mio, lo saprò si dove mettermi al sicuro da un'onda gigantesca), e vediamo che colpisce il treno e gli fa fare tutto il giro di Bonassola (sui binari, è chiaro; ndW). Indi, quando tutto si quieta, notiamo, tra tutta la fanghiglia, che il treno si è fermato esattamente dov'era, ha fatto tutto il giro tornando poi nel punto in cui era stato colpito.
A 'sto punto siam stanchi e ci riposiamo in mezzo al fango. Coscienti del fatto che ormai le acque si eran calmate, e quindi non c'era più pericolo, il giorno dopo risaliamo sul treno/autobus (già era diventato un autobus... su rotaie, un tram) pronti a tornare a casa. Ma appena messi comodi, il treno/autobus/tram "deraglia" e va a finire in mare. Ma (miracolo) non affonda subito, il vagone si riempie a poco a poco d'acqua e ci da' giusto il tempo di scappare.
Allora prendo coraggio, noto che mia nonna è in difficoltà, vado verso di lei e la aiuto, facendola uscire da un finestrino che avevo precedentemente aperto (qui Alessandro mi da' una grossa mano, accompagnando a nuoto mia nonna verso gli scogli). É il turno di Valentina; la devo salvare per farle vedere quantosòfigo e far si che molli il suo ragazzo e si metta con me, quindi vado verso di lei e... TRA'... mi sveglio.
Mi alzo, bevo il caffè che mi ha preparato il mio caro amico e me ne vado di casa con la borsa in spalla.
Ma quel che ho pensato quando è arrivato lo tsunami è stato: "Mmmh... Ci sono i bonassolesi in spiaggia..."
FINE
Qualsiasi riferimento a fatti o cose realmente accadute o a persone realmente esistenti è puramente casuale (a parte per Valentina e Alessandro e mia nonna)