Così Francesco Alberoni riesce a farci pubblicità filosofeggiando sul senso del tatto come solo lui sa fare.
L'articolo che riporto qui di seguito (e che non ha niente a che vedere con il nostro blog, ma cacchio, se Alberoni dice di allungare le mani, perchè non postarlo...) è stato scritto sul mensile CLASS POCKET di Novembre, uscito martedi 29 novembre in allegato con "Il Secolo XIX".
E devo dire che è un gran bel giornaletto, con tanti bei articoletti, tipo "L'importanza della manicure", "Così nacse la città-stadio" (si parla di Brescia), "A coda o hi-tech, purchè sia pianoforte", "I sessantottini stupidi sono il male, quelli furbi l'élite", e correlato di un mucchio di foterelle bellebelle, soprattutto di Monica Bellucci che si è prestata come modella per le foto sui 5 sensi dell'Eros.
Si, Allungate le Mani
Perchè innamorarsi è desiderare di sfiorarsi (di Francesco Alberoni)
La donna giusta è quella con cui stai bene. Anche al tatto. Con cui fai l'amore bene, con cui ridi, con cui ti diverti, con cui passi il tempo, con cui ti confidi, con cui ti senti felice. La donna giusta è quella che, finchè si decide di stare insieme, non ti pianta nei guai se sei in difficoltà.
Riconoscerla però è difficile. Prima di tutto perché credo che non esista una vera relazione amorosa duratura, se prima non ci si innamora. Sì, la donna giusta è quella di cui ci si innamora. La relazione amorosa non è né dominio dell’altro, come credeva Jean Paul Sartre, né desidero di desiderio, come pensava Denis de Rougemont, né sfida al rivale, come scrive Renè Girard.
L’innamoramento non è nemmeno l’infatuazione, che in realtà è un legame debole ed effimero. L’innamoramento è il mezzo con cui la natura costruisce la società, dunque si può riconoscere da 5 elmenti.
Prima di tutto all’occhio e al tatto, dall’intera percezione dei gesti, dal movimento delle braccia, delle mani, del corpo. Quando si incontra una donna affascinante, vuoi toccarla, riconoscerla, sentirla. Poi sei improvvisamente interessato alla sua vita. Vuoi sapere chi era prima che tu la conoscessi. E ti senti geloso, perché sai che sei un ultimo. Ti senti un ladro nella casa dell’amore, come diceva Anais Nin.
Il passo successivo è che hai desiderio di rivivere la sua vita, di vedere e sentire il mondo come l’ha visto lei, di provare le stesse esperienze. E anche lei vuole farlo, perché la reciprocità in amore è fondamentale, perché quella persona insieme a te costituisce l’ordine del cosmo. È qui che si arriva alla fusione dell’innamoramento, che non è soltanto tra i due innamorati, ma tra loro e il cosmo. Gli innamorati, infatti, assieme vedono il volto positivo dell’essere: per questo l’innamoramento è per certi versi un’esperienza sacra.
Un'esperienza che diventa reale, un rapporto che si svolge nel tempo e nell'azione, dove ciascuno vuole realizzare se stesso e rendere felice l'altro.
